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    “Il Mediterraneo si estende dal
    primo ulivo che si raggiunge arrivando
    dal Nord ai primi palmeti che si levano
    in prossimità del deserto"
    F. Braudel
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    “Non fa spuntare altrettante foglie Erice,
    né altrettanti fiori nel pieno della
    primavera crea l’Ibla, quando un denso sciame
    d’api si avvolge in un fitto globo [...]
    Seneca
  • "Arrivammo a Pantalica, l'antichissima Hybla,
    ci arrampicammo su per sentieri di capre,
    entrammo nelle tombe della necropoli, nelle
    grotte-abitazioni, nei santuari scavati
    nelle ripide pareti della roccia a picco
    sulle acque dell'Anapo"
    Vincenzo Consolo

Gli IBLEI

Narra la leggenda che Ulisse sbarcò anche nella terra Iblea a Marina di Ispica , in quel luogo che oggi si chiama Porto di Ulisse. Il grande Ercole, invece, sfiorò con le sue mani liberatrici, la colonia greca più orgogliosa della Sicilia, la città di Kamarina che riporta la sua effigie nelle monete dell’epoca. Questo è il fascino del mito.

Ma la storia della provincia di Ragusa affonda le sue radici nella notte dei tempi. Con i primi insediamenti preistorici di 60 mila anni fa, testimoniati dai resti delle grotte di Fontana Nuova, questa isola dentro l’isola doveva avere le sembianze di una estesa foresta di lecci, querce e macchia mediterranea, ricca di animali anche molto grandi e magari, come sostiene il mito, abitata dai Feaci e Lotofagi.

Poi nel 1100 a.C., i Siculi, il più antico popolo che diede il nome alla Sicilia, crearono le città fortificate di Motyche e Hybla Heraia, le attuali Modica e Ragusa, di Sicli e Geretanum, oggi Scicli e Giarratana.

Ma la vera storia della Sicilia inizia con la colonizzazione Greca e la nascita di Kamarina diviene a pieno titolo la pietra miliare della storia arcaica iblea. La città Corinzia venne distrutta più volte, a causa della sua ribellione a Siracusa in nome della libertà alla quale sacrificò sangue e vite umane. Kamarina fu dedicata ad Athena Ergane, la protettrice del lavoro femminile, in onore della quale fu eretto il tempio.

Pantalica, preziosa gemma incastonata nei monti Iblei, fu uno dei primi centri abitati della Sicilia Orientale, sede, dal 1250 al 700 a.C., di un prospero, sebbene non numeroso popolo, organizzato molto probabilmente secondo una struttura politica retta da un monarca. L'attuale nome di Pantalica deriva quasi sicuramente dall'arabo Buntarigah, che significa grotte.

Pantalica è stata identificata con la mitica Erbesso ed alcuni studiosi ancora oggi credono di riconoscere nell'antico nucleo l'Hybla dei siculi. Tuttavia le origini di Pantalica, al di là di - sebbene fondate - supposizioni, rimangono avvolte in un fitto velo di mistero.

La conquista dei greci, infatti, distrusse quella società complessa, inglobando e mutando gli usi e le tradizioni dei siculi che la formavano.

Quando la Sicilia divenne provincia romana, Ragusa e Modica furono classificate "decumane", obbligate cioè a pagare a Roma la decima parte dei raccolti. Dunque gli Iblei si collocano in un periodo pre-ellenico. Si tramanda di questo popolo l'ottimo vino e l'arte dell'apicultura. Oggi rimangono i paesaggi tipicamente iblei che sono fatti di colline, terreno calcareo e natura rigogliosa.


"Piuttosto lungo lo scoglio roccioso di Scilla navigando veloce fa passare la nave [...]
E all'isola Trinachia verrai: qui in numero grande vari pascolando
le vacche del Sole e le floride greggi [...]" (Odissea, XII, 108-128)

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D.O.P. “MONTI IBLEI”
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Olio    Simbolo della Dieta Mediterranea, viene prodotto nella parte orientale della Sicilia, in particolare nelle province di Ragusa, Siracusa e Catania e si caratterizza per la spiccata naturalità, da aromi più o meno intensi, un gusto tutto proprio, dato in particolare dalla sua genuinità.
Olio    Certo che Virgilio, Plinio o Columella non si sarebbero mai aspettati che uno dei prodotti, il miele ibleo, da loro tanto decantati nelle Georgiche, nella Naturalis Historia o nel De re rustica, avrebbe continuato a riscuotere così tanto successo fino ai giorni nostri..
Olio    Definito "l'oro degli Iblei" l'arancia Ovale degli Iblei rappresenta l'altra eccellenza del territorio ibleo.
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